La risposta breve
In breve: per la maggior parte dei parametri di routine, il sangue capillare prelevato con cura fornisce valori che concordano bene con quelli di un prelievo venoso. Lo mostrano ormai numerosi studi, tra cui una metanalisi di 26 studi comparativi [1]. Alcuni parametri reagiscono però in modo sensibile al prelievo, alla quantità di campione o al trasporto. Per questi il sangue capillare non è il tipo di campione adatto.
Questo articolo riassume cosa mostra la ricerca sul sangue capillare liquido da autoprelievo: dove la concordanza con il sangue venoso è buona, dove incontra dei limiti e che ruolo hanno la tecnica di prelievo e la spedizione. I numeri tra parentesi quadre rimandano alla bibliografia in fondo alla pagina.
In sintesi
- In una metanalisi di 26 studi, i valori di laboratorio ottenuti da sangue capillare autoprelevato concordavano bene con il sangue venoso (correlazione aggregata r = 0,89). Nella classificazione in risultato normale o alterato, la concordanza era pari a 0,99. [1]
- In uno studio con 105 partecipanti, questi hanno prelevato autonomamente il proprio sangue capillare con Tasso+ e lo hanno inviato al laboratorio con la posta ordinaria. HbA1c, creatinina e lipidi ematici concordavano strettamente con campioni venosi recapitati al laboratorio tramite corriere (correlazione di concordanza superiore a 0,95, per l’HbA1c 0,999). [2]
- Su 34 parametri di routine di chimica clinica, 30 dei 33 parametri valutabili rispettavano i criteri di qualità per lo scostamento ammissibile rispetto al sangue venoso. [4]
- I valori tiroidei (TSH, T4 libera) e gli ormoni sessuali (tra cui testosterone, estradiolo, LH, FSH, prolattina) hanno mostrato in studi comparativi correlazioni da 0,97 a 1,0 con i valori venosi. [7, 9]
- La maggior parte dei 47 marcatori di routine esaminati è rimasta stabile nel sangue intero fino a 72 ore a temperatura ambiente. Potassio, fosfato e ferro erano instabili, e il calore (37 °C) ha peggiorato la stabilità di altri marcatori. [3]
- Non tutti i valori sono adatti: piastrine, potassio e glucosio sono tra i parametri per cui negli studi il sangue capillare dà risultati peggiori. [4, 6, 12, 13]
Sangue capillare e sangue venoso: che cosa cambia?
Nel prelievo classico, il sangue venoso viene prelevato con un ago da una vena del braccio. Il sangue capillare proviene dai piccoli vasi situati appena sotto la pelle. È una miscela di sangue arterioso e venoso con una piccola quota di liquido interstiziale.
Le principali fonti di errore si trovano nel prelievo stesso. Se si spreme il sito di prelievo per ottenere più sangue, i globuli rossi possono rompersi (emolisi) e il liquido interstiziale diluisce il campione. Anche quantità di campione troppo ridotte compromettono l’analisi [19, 20]. Un editoriale sottolinea quindi che le validazioni devono rispecchiare questi fattori pre-analitici e i tassi di rifiuto reali [19].
I dispositivi a vuoto applicati sulla parte superiore del braccio, come Tasso+ o TAP Micro Select, raccolgono il sangue direttamente in una provetta ed evitano di dover spremere. Con il prelievo dal polpastrello i valori variano maggiormente da una goccia all’altra: su gocce successive il coefficiente di variazione era fino a 3,4 volte più alto per l’emoglobina e fino a 5,7 volte più alto per i leucociti rispetto ai campioni venosi [20]. Solo a partire da un volume aggregato di 60–100 µl la variazione rientrava nell’intervallo di variabilità dello strumento [20].
Nota: questo articolo riguarda il sangue capillare liquido. Le gocce di sangue essiccato (dried blood spots, DBS) sono un metodo a sé; i risultati qui riassunti valgono per i campioni capillari liquidi.
Cosa mostra la ricerca
Una premessa: gli studi citati hanno esaminato determinati dispositivi di prelievo, metodi di laboratorio e contesti di studio. Non hanno testato kit Probatix né laboratori partner di Probatix, e i loro risultati sono trasferibili solo a condizioni comparabili.
Il quadro generale
Una revisione sistematica con metanalisi ha valutato 26 studi in cui i partecipanti avevano prelevato autonomamente il proprio sangue capillare e i risultati erano stati confrontati con un prelievo venoso [1]. Considerando tutti i valori di laboratorio, la correlazione aggregata era r = 0,89 (intervallo di confidenza al 95 %: 0,86–0,92) [1]. I risultati dei singoli studi variavano tuttavia molto (eterogeneità I² = 94,2 %) [1]. Classificando i risultati solo come normali o alterati, la concordanza era pari a 0,99 (intervallo di confidenza al 95 %: 0,98–1,00) [1]. L’autoprelievo è stato percepito come meno doloroso della venipuntura, e i dispositivi applicati sul braccio come meno dolorosi del polpastrello [1].
Per la pratica di laboratorio conta anche il modo in cui i campioni provenienti da dispositivi di autoprelievo si inseriscono nei processi automatizzati. Una revisione del Leiden University Medical Center descrive sfide come costi, norme di trasporto e volume del campione, e fornisce raccomandazioni su una progettazione robusta dei dispositivi e sulla qualità dei campioni [21].
Chimica clinica e metabolismo
In uno studio con 105 partecipanti, questi hanno prelevato autonomamente il proprio sangue capillare con Tasso+ presso lo studio del medico di famiglia e hanno inviato il campione al laboratorio con la posta ordinaria; il campione venoso di confronto è stato recapitato tramite corriere [2]. Per l’HbA1c il bias relativo era dello 0,46 % e il coefficiente di correlazione di concordanza (CCC) di 0,999; per la creatinina del 4,8 % e di 0,972 [2]. Per il colesterolo LDL, HDL e totale il bias relativo era compreso tra il 3,0 e il 5,7 %, con un CCC superiore a 0,95 in ciascun caso [2].
Un altro studio ha confrontato il sangue capillare prelevato dal polpastrello con il sangue venoso per 34 analiti di routine di chimica clinica [4]. Dei 33 analiti per cui erano disponibili criteri di errore totale ammissibile (TEa), 30 li rispettavano [4]. Dei 29 analiti con criteri CLIA (versione 2024), solo il glucosio non soddisfaceva i requisiti [4].
Uno studio su 480 adulti e 960 campioni capillari ha confrontato due siti di prelievo, il polpastrello e il dispositivo TAP Micro Select applicato sul braccio, per 18 analiti, compresi i valori tiroidei [5]. 16 dei 18 analiti erano clinicamente comparabili; potassio e cloruro erano intercambiabili solo in misura limitata [5]. Il polpastrello ha fornito più volume e meno prelievi non riusciti, il dispositivo sul braccio meno emolisi [5].
Presso la Mayo Clinic, alcuni partecipanti hanno prelevato il proprio sangue capillare con Tasso+, ogni volta in parallelo a un campione venoso (78 prelievi, di cui 65 analizzabili) [6]. In questo studio creatinina, lipidi ematici e PSA si sono dimostrati clinicamente equivalenti al campione venoso, così come i valori tiroidei (vedi sotto). Potassio, bicarbonati e glucosio erano instabili [6].
Per i valori epatici è disponibile uno studio su 36 pazienti con valori epatici alterati: ALT, AST, fosfatasi alcalina e bilirubina da campioni Tasso+ concordavano molto strettamente con il prelievo venoso (CCC > 0,99, campioni centrifugati) [22].
Tiroide
Per TSH e T4 libera (fT4) diversi studi comparativi mostrano una stretta concordanza. In uno studio con 55 partecipanti e un dispositivo applicato sul braccio (TAP II), i valori capillari erano correlati con quelli venosi con r = 0,99 per il TSH e r = 0,97 per l’fT4 [9]. In uno studio su 130 donne, la correlazione tra polpastrello e prelievo venoso era compresa tra 0,99 e 1,0 per TSH e fT4, come per gli ormoni della fertilità esaminati [7].
Nello studio della Mayo Clinic, TSH, fT4, T3 e anticorpi anti-TPO da campioni Tasso+ erano clinicamente equivalenti al campione venoso. I valori tiroidei sono rimasti accettabili anche dopo 48 ore a temperatura ambiente e a 40 °C [6].
Un ulteriore studio su 39 analiti ha riportato per il TSH una correlazione di r = 0,991 con un bias del −0,6 % [23]. Gli autori riferiscono un’equivalenza con il prelievo convenzionale per gli analiti di routine esaminati. In quello studio i campioni erano però stati prelevati da personale qualificato con un dispositivo dedicato (BD MiniDraw); non si trattava di un autoprelievo [23].
Ormoni
Nello studio su 130 donne al 3° giorno del ciclo, AMH, estradiolo, FSH, LH, prolattina e testosterone misurati dal polpastrello concordavano strettamente con i valori venosi (correlazione da 0,99 a 1,0, nessun bias sistematico) [7].
In ambito antidoping, 20 persone sono state esaminate settimanalmente per sei settimane [8]. Testosterone, rapporto testosterone/androstenedione (T/A4), LH e rapporto testosterone/LH concordavano molto bene tra siero venoso e siero capillare Tasso+ [8].
Per l’ormone antimülleriano (AMH) il risultato dipende dal metodo. Con un dispositivo applicato sul braccio, il coefficiente di determinazione rispetto al sangue venoso era R² = 0,99 (41 donne) [10]. In uno studio con prelievo dal polpastrello su 90 donne la correlazione era elevata (r = 0,982), ma i valori mostravano uno scostamento proporzionale (media 2,74 contro 3,42 ng/ml) [24]. Gli autori non considerano quindi ancora pienamente intercambiabili i valori capillari e venosi [24].
Per il cortisolo, un piccolo studio su 11 uomini prima e dopo un test da sforzo ha mostrato una stretta concordanza tra sangue capillare e venoso (R² = 0,96, nessun bias sistematico) [25].
Due limitazioni riguardano specificamente gli ormoni: il gel separatore nella provetta e i gel o le creme ormonali applicati sulla pelle. Entrambe sono descritte nella sezione Dove sono i limiti.
Emocromo
Diversi studi in ambito antidoping hanno esaminato l’emocromo da campioni Tasso+ (EDTA). In 58 campioni appaiati raccolti nelle condizioni ufficiali di un controllo antidoping e spediti per via aerea refrigerati, tutti i parametri dell’emocromo concordavano molto bene con il sangue venoso, a condizione che i campioni non presentassero coaguli visibili [12]. Facevano eccezione le piastrine [12]. Un confronto tra Tasso+ e un secondo dispositivo (RedDrop) e il sangue venoso su 10 partecipanti e 30 campioni ha portato allo stesso risultato [13]. Anche emoglobina, reticolociti e OFF-score hanno mostrato una concordanza molto buona; i campioni capillari erano stabili fino a 72 ore a 4 °C [14].
In uno studio su 93 pazienti, i parametri dell’emocromo da sangue capillare e venoso mostravano una forte correlazione lineare, e gli scostamenti rientravano nell’intervallo accettabile [15].
Stabilità durante la spedizione
Nel prelievo a domicilio, tra prelievo e analisi ci sono il percorso postale e temperature variabili. La stabilità di un parametro in queste condizioni determina il valore informativo del risultato.
Uno studio ha esaminato 47 marcatori di routine e di immunochimica nel sangue intero a 4–8 °C, 20–25 °C e 37 °C per un massimo di 72 ore [3]. La maggior parte dei marcatori è rimasta stabile in frigorifero e a temperatura ambiente. Potassio, fosfato inorganico e ferro erano al di fuori dei limiti accettabili in diverse condizioni; sodio, calcio, ferritina, AST e CYFRA 21-1 sono diventati instabili solo a 37 °C [3]. Una precisazione importante: lo studio ha esaminato sangue intero proveniente da pool e da due volontari, non campioni capillari. Gli autori definiscono il loro lavoro un primo passo prima di una validazione in condizioni capillari reali [3].
Per l’emocromo la temperatura ha un ruolo importante. A 4 °C, tra gli altri, emoglobina, ematocrito, MCV e piastrine sono rimasti stabili per almeno 96 ore [15]. A 30 °C, dopo 24 ore tutti i parametri tranne eritrociti, emoglobina, leucociti e MCH superavano lo scostamento ammissibile [15]. Un altro studio ha rilevato valori stabili per eritrociti, piastrine, emoglobina e MCH per 48 ore a 4, 10 e 23 °C [16]. A 23 °C ematocrito e MCV aumentavano dopo 48 ore, i leucociti diminuivano e la formula leucocitaria si modificava già dopo 12 ore [16]. Una metanalisi di 89 studi ha concluso che i parametri dell’emocromo, a eccezione dell’MPV, sono stabili per almeno 24 ore, e leucociti, piastrine, ematocrito, emoglobina e MCH fino a tre giorni [26]. Per una conservazione più lunga gli autori raccomandano la refrigerazione [26].
Come funziona nella pratica il prelievo a domicilio con spedizione postale lo mostra uno studio su pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali. I campioni hanno viaggiato meno di 48 ore, e un sensore di temperatura ha monitorato un intervallo da 4 a 30 °C [17]. Al primo appuntamento era analizzabile l’81 % dei campioni prelevati a domicilio, al secondo il 95 %; il 57 % dei partecipanti preferiva il prelievo a domicilio [17].
Dove sono i limiti
Per alcuni parametri e in determinate condizioni la buona concordanza non vale. La tabella riassume i limiti emersi dagli studi e le conseguenze che ne derivano.
| Parametro / situazione | Cosa mostrano gli studi | Conseguenza |
|---|---|---|
| Potassio, bicarbonati, cloruro | potassio e bicarbonati presentavano scostamenti clinicamente rilevanti nei campioni capillari, soprattutto dopo un’elaborazione ritardata [6]; potassio e cloruro intercambiabili solo in misura limitata [5]; potassio instabile nel sangue intero [3] | non adatto su sangue capillare |
| Glucosio | instabile in caso di elaborazione ritardata [6]; unico parametro su 29 a non rispettare i criteri CLIA [4] | per il metabolismo glucidico utilizzare l’HbA1c o un altro tipo di campione |
| Fosfato, ferro | al di fuori dei limiti accettabili nel sangue intero in diverse condizioni di conservazione [3] | solo con una validazione della stabilità propria del laboratorio |
| Piastrine | unico parametro dell’emocromo a non concordare bene, indipendentemente dal dispositivo [12, 13] | non adatto su sangue capillare |
| Ematocrito, MCV, formula leucocitaria | si modificano con la conservazione a temperatura ambiente: ematocrito e MCV aumentano dopo 48 h a 23 °C, la formula leucocitaria si modifica dopo 12 h [16]; a 30 °C la maggior parte dei parametri dell’emocromo superava lo scostamento ammissibile dopo 24 h, mentre eritrociti, emoglobina, leucociti e MCH restavano stabili [15] | significativo solo con tempi di trasporto brevi o refrigerazione |
| Gel separatore nella provetta | il gel separatore nelle piccole provette capillari riduceva in modo misurabile estradiolo e testosterone (di circa il 6–19 % a seconda del confronto); le provette capillari senza gel fornivano valori comparabili al sangue venoso [11] | la scelta della provetta fa parte della validazione di laboratorio |
| Gel e creme ormonali | dopo l’applicazione di una crema o di un gel al progesterone, i valori nel sangue capillare erano molte volte (circa 100 volte) superiori a quelli del siero venoso [18] | in caso di uso di gel o creme ormonali, i valori capillari non sono confrontabili con quelli venosi |
| AMH | in uno studio con prelievo dal polpastrello, scostamento proporzionale nonostante una correlazione elevata (media 2,74 contro 3,42 ng/ml), gli autori non considerano ancora i valori pienamente intercambiabili [24]; con un dispositivo sul braccio R² = 0,99 rispetto al venoso [10] | risultato dipendente da dispositivo e metodo |
| Calore durante il trasporto | a 37 °C sono diventati instabili anche sodio, calcio, ferritina e AST [3] | spedizione possibilmente al riparo dal calore |
| Volume del campione | in uno studio il 17–22 % degli autoprelievi non era riempito a sufficienza [6]; in uno studio a domicilio era analizzabile l’81 % e il 95 % dei campioni al primo e al secondo appuntamento [17]; il polpastrello forniva più volume di TAP Micro Select, ma più emolisi [5] | istruzioni chiare; nuovo prelievo in caso di campione non analizzabile |
Come garantiamo la qualità
Probatix offre un parametro su sangue capillare solo se il laboratorio partner che esegue l’analisi lo ha validato per questo tipo di campione: con un confronto di metodi rispetto a campioni venosi e con studi di stabilità in condizioni di spedizione realistiche. Ciò che non supera questa verifica non entra nel portafoglio per il sangue capillare. Tutti i campioni vengono analizzati in laboratori partner accreditati ISO 15189, e i referti vengono validati da un medico. Per il prelievo puntiamo su dispositivi a vuoto applicati sulla parte superiore del braccio, come Tasso+ e TAP Micro Select; istruzioni e materiale per la spedizione di ritorno sono studiati per questi dispositivi. L’arrivo e la qualità dei campioni vengono monitorati sistematicamente.
La pagina sull’home sampling mostra come Probatix gestisce il prelievo a domicilio come servizio, dai tipi di campione alla logistica di ritorno. La differenza normativa tra autotest e home sampling è spiegata nell’articolo sull’IVDR, i principali termini tecnici nel glossario.